Karpos

Categoria: 

EXPRESS DREAM

Sottotitolo: 
Una bella impresa griffata Francois Cazzanelli & Nadir Maguet...

22/8/2020
Tags: 
francois cazzanelli
Nadir Maget
alpinismo
valle d'aosta
expresse dream

I due hanno concatenato in una sola giornata il Cervino e la Dent D’Herens sfruttando le più belle vie di stampo classico. Non voleva essere la ricerca dell’ennesimo record, immaginare un percorso e lottare per realizzarlo....

Che Francois Cazzanelli fosse guida alpina e alpinista di talento lo si sapeva, ma non molti conoscono ancora le attitudini del poliedrico  Nadir Maguet.

 

Scialpinista del CS Esercito, il fortissimo atleta di Torgnon è tra i migliori skyrunner attualemnte in circolazione e si sa muovere molto bene anche in montagna. Tanto che, Cazzanelli l'ha scelto per un progetto estivo tutt'altro che banale:  «Era da tanto che sognavo di concatenare in una sola giornata il Cervino e la Dent D’Herens le due montagne simbolo della nostra valle! Ieri assieme a Nadir MAGO Maguet in 15 ore e 57 minuti ci siamo riusciti comprendo un dislivello totale di 4300 m. con 35 km di sviluppo. Ovviamente farlo per le vie normali non ci piaceva e quindi abbiamo optato per le più belle vie di roccia di stampo classico che queste montagne offrono: “la Diretta Agli Strapiombi” del Furggen e la “Cresta Albertini” e nell’ultima parte la "Cresta est della Dent D’Heréns"».

 

 

Entrando nei dettagli, i due ragazzi cresciuti nelle fila dello Sci Club Corrado Gex hanno proseguito: «Siamo partiti alle ore 2.15 dalla chiesa di Cervinia per dirigerci verso il colle del Breuil per attaccare il Cervino per la via degli Strapiombi di Furggen (4.478 m.). Dopo 5 ore e 20’ dalla partenza abbiamo raggiunto la vetta e siamo scesi per la cresta del Leone fino al rifugio Duca D’Abruzzi. Da lì ci siamo trasferiti alla base della Cresta Albertini. Dalla base fino alla vetta delle Dent D’Herens (4.171 m) abbiamo impiegato 5 ore. Successivamente siamo discesi dalla cresta Tiffenmatten fino al rifugio Aosta e poi giù fino al rifugio Prarayer (2.055 m). Il tutto in totale autonomia portandoci dietro tutto il nostro materiale. Abbiamo deciso di chiamare questo progetto “Express Dream” nato dalla voglia di confrontarci in maniera pura e semplice con le montagna di casa. Non si tratta della ricerca dell’ennesimo record, ma d’immaginare un percorso e lottare per perseguirlo».

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