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GREENSPIT IL SOGNO DI UN'INTERA GENERAZIONE

Sottotitolo: 
Il giovane Francesco Deiana, seguito a ruota da Matteo Della Bordella sono riusciti nella ripetizione in libera di questo mitico tiro

3/5/2019
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karpos
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matteo della bordella
grenspit
francesco diana

Greenspit è uno dei tiri in fessura più famosi al mondo e deve il suo nome al fatto che a metà degli anni '80 era stato salito per metà da Roberto Perucca, con degli spit verdi....

Nell'agosto 2003 lo svizzero Didier Berthod tolse gli spit e salì per primo questo tiro in libera, definendolo "la fessura più difficile d'Europa", ed attribuendogli il grado di 8b+.

Nel 2006 poi grazie al film "First Ascent" esplose in tutto il mondo la popolarità di questo incredibile tetto fessurato, le immagini di Didier Berthod su questo tiro entrarono nella leggenda facendo sognare ad occhi aperti generazioni di arrampicatori.

Negli anni le poche ripetizioni di prestigio, ad opera di scalatori stranieri non fecero che accrescere la notorietà e la fama di questo tiro.

Il tiro in sè è lungo 12 metri e si trova sopra il paese di Rosone, in Valle dell'Orco, per scalarlo è necessaria una perfetta tecnica di arrampicata in fessura ad incastro unita ad una buona dose di forza e resistenza, oltre che nelle braccia, anche nei muscoli addominali.

Lo scorso 18 aprile, a poche ore di distanza l'uno dall'altro il giovane Francesco Deiana, seguito a ruota da Matteo Della Bordella sono riusciti nella ripetizione in libera di questo mitico tiro, piazzando tutti i friend durante la salita.

 

 

 

Matteo: Per me Greenspit è un tiro mitico. Quando nel 2006 per la prima volta vidi il film "First ascent" non sapevo nemmeno cosa volesse dire scalare in fessura; poi negli anni, ho avuto modo di imparare e conoscere bene questo stile di arrampicata, tuttavia ho sempre pensato che Greenspit fosse troppo duro per le mie possibilità. Verso la metà di marzo poi ho proposto al mio amico Frank di andare insieme a provarlo... e se vai a scalare insieme a Franscesco Deiana possono succedere due cose:
o ti incazzi perché lui ha 12 anni in meno, si muove leggero e si tiene molto più di te, oppure prendi il suo talento come motivazione in più per allenarti e per tirare fuori il meglio da te stesso.
A me queste due cose sono successe entrambe! Già dal primo giorno di tentativi ho visto che il tiro era possibile ed ho visto il mio amico Frank muoversi con grande disinvoltura. Al terzo giorno di tentativi Frank ha chiuso il tiro con i friend già messi, mentre io ho deciso di saltare questo passaggio, e risparmiare energie per puntare direttamente alla salita redpoint. La quarta giornata poi è stata quella buona per entrambi: il primo a chiudere il tiro è stato Francesco che con la sua salita mi ha dato quel pizzico di energia che mi mancava per dare il meglio di me stesso e chiudere a mia volta il tiro in bello stile.

 

Francesco: Greenspit è una di quelle linee che sogni di scalare appena vedi le prime foto, un tetto solcato da una fessura quasi perfetta con sfondo la valle dell’orco… 12 metri di incastri e inversioni. Appena tornato dalla Patagonia Matteo Della Bordella mi propone questo progetto, non potevo crederci!! Era almeno un anno che aspettavo di andare a provare questo tiro. All’inizio abbiamo scelto di provarlo pink-point, per una questione strategica: togliere le protezioni portava via troppo tempo ed energia… Già la prima giornata ho avuto delle buone sensazioni, che si sono trasformante in certezze la terza giornata chiudendo il tiro pink-point. La red-point non ha tardato molto ad arrivare, visto che le protezioni sono tutte buone e comode da posizionare.
Questa salita non è stata solo la realizzazione di un sogno, ma soprattutto la condivisione di un’esperienza con un amico: ci siamo scambiati consigli su tutto, dai passaggi alle tecniche per smontare il tiro.
Grazie Teo!

 

(PH by Arianna Colliard)

 

 

 

 

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