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Dal diario di bordo di Alex Bellini

Maurizio Torri
20/11/2008

Questo aggiornamento non credevo di poterlo fare. Leggendo capirete perche´. Di cose da raccontarvi ce ne sono parecchie. Cominciamo dalle belle notizie. Da due giorni ho intercettato la "famosa" corrente di cui si e´ tanto parlato, che dovrebbe accompagnarmi molto rapidamente a Sydney. Ieri, addirittura ( ve ne sarete accorti anche voi) la velocita´ media e´ stata superiore ai 3 nodi per l´intera giornata e stando ai dati di Roger man mano che mi avvicinero´ alla costa aumentera´ ancora di piu´. Non oso quindi pensare con quale velocita´ entrero´ nella baia!!! Seconda buona notizia e´ che ho oltrepassato il limite delle 600 miglia a Sydney che vogliono dire 1000 CHILOMETRI a terra! Ma veniamo alle brutte. Come previsto da Rick (meteorologo) gia´ molti mesi fa, il mare, in quest ultimo tratto, e´ caratterizzato da un aumento considerevole del moto ondoso che lo porta, in corrispondenza con il periodo di alta marea, a gonfiarsi enormemente.

(Ancora non mi e´ ben chiaro il ritmo di alta e bassa marea anche se tecnicamente dovrebbe avere un ciclo di 6 ore. Per il momento riscontro periodi di 12 ore. Bho...) E´ stato proprio il mare gonfio, la mattina del 11 poco dopo aver spedito l´ultimo aggiornamento, ad aver creato un´onda molto violenta che mi ha fatto rovesciare con il portellone aperto. L´avevo vista arrivare, ma come al solito non mi era parsa particolarmente grossa e pericolosa. La violenza con cui ha colpito il fianco della barca e la rapidita´ con la quale l´ha rovesciata mi ha lasciato esterefatto. Avevo appena termintato di dissalare l´acqua e ripensavo ad alcuni vostri messaggi che mi invitavano a prendermi queste ultime giornate con piu´ relax senza farmi rodere dalla voglia di arrivare e dallo stress. E cosi´ stavo facendo: vivevo quell´inizio di giornata con molta calma e da li´ a qualche minuto mi sarei messo tranquillamente a remare. Il resto di quanto successo e´ un po´ confuso nella mia mente. Ricordo di non aver fatto a tempo a chiudere il portellone, ricordo tanta acqua in cabina, acqua in gola e nelle orecchie, due brutti colpi in testa, il brivido dell´acqua fredda addosso, ricordo la sensazione del movimento perche´ man mano che la barca si girava io giravo nella sua pancia, il buio e un secondo dopo di nuovo la luce. E´ stato tutto cosi´ rapido che non ho avuto il tempo neppure di farmi sfiorare la mente da un pensiero, ma quando ho riaperto gli occhi e "il giro della morte" era ormai finito ho avvertito chiaramente il pericolo che avevo appena corso. Questa volta ho proprio creduto di affondare. (Continua su www.alexbellini.it)

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