.Scarpa

Categoria: 

SECONDO FORUM QUO CLIMBIS? LIFE AFTER SURVIVAL

Sottotitolo: 
Reinhold Messner e altri celebri alpinisti si sono interrogati sul dopo carriera degli alpinisti di vertice...

Redazione
7/5/2013
Tags: 
messner
convegno
alpinismo
bolzano
2013

Far emergere altri talenti e capacità oltre l'arte di arrampicare, preparazione scolastica, un possibile coinvolgimento degli sponsor anche in chiave sociale, i suggerimenti e le osservazioni emerse dal dibattito...
 

Un incontro molto partecipato e affollato quello che al Messner Mountain Museum Firmian a Bolzano ha riunito domenica 5 maggio alpinisti di fama internazionale, giornalisti e addetti ai lavori per il secondo Forum Quo CLIMBis?, promosso dall'alpinista Reinhold Messner e organizzato dal Messner Mountain Museum, Trento Film Festival e Kiku. International Mountain Summit (IMS) di Bressanone. Argomento della discussione “Life after survival” - la vita dopo la sopravvivenza (alle situazioni anche drammatiche che quanti praticano un alpinismo a tempo pieno, possono imbattersi), in pratica come assicurarsi un futuro dignitoso una volta cessata l'attività alpinistica di vertice.
 

 

Introdotto dai saluti degli organizzatori, il direttore di Trento Film Festival Luana Bisesti, Markus Gaiser per l’IMS, dal sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e da Goffredo Sottile vice presidente del Club Alpino Italiano, è toccato quindi al giornalista Sandro Filippini leggere l'intervento della campionessa olimpica di canoa Josefa Idem, che non ha potuto essere presente per gli impegni legati al suo nuovo incarico governativo. “Lo sport - scrive la Ministra dello Sport e delle Pari opportunità - da passatempo è divenuto professione assorbente, che però non è riconosciuta come tale dalle leggi e questo vale anche per i giovani alpinisti. Nello sport italiano sono pesanti le colpe delle federazioni, che lavorano malissimo mentre i giovani gettano nell'attività sportiva la loro pa ssione come fanno gli alpinisti e non imparano dallo sport ciò che potrebbe essere utile nel dopo carriera, come la necessità di prepararsi un piano B. I giovani però non devono stare fermi, devono essere pronti a prendere il treno che passa per loro, è la curiosità che ci fa crescere.”

 

 
Reinhold Messner ha poi presentato i partecipanti all'incontro, a cominciare dal 95enne alpinista e cineasta americano Norman G. Dyhrenfurth, un esempio esemplare di come è possibile gestirsi un'intera vita dopo aver esplorato e filmato le montagne. Al tavolo dei relatori gli alpinisti Ed Webster - americano, Marko Prezelj - sloveno e l'italiano Mario Curnis, il giornalista Dominik Prantl e il presidente del GHM francese, nonché co-organizzatore del Piolèt d'Or, Christian Trommsdorff.

Aggiungi un commento